Quando e come si manifesta |
Per la maggior parte delle persone i sintomi della forfora sono inconfondibili: piccole scaglie bianche, a volte untuose, che infarinano le spalle, abbinate spesso a prurito e squame sul cuoio capelluto. Il problema però non è sempre così semplice perché esistono diverse condizioni che possono causare un’eccessiva desquamazione della cute, a cui sono associati sintomi caratteristici:

- Pelle secca. E’ la causa più comune di prurito e sfaldamento della pelle compresa quella del cuoio capelluto che, in questo caso, si definisce forfora secca. Il problema si aggrava in inverno quando l’aria all’esterno è fredda e gli ambienti interni sono eccessivamente riscaldati. La forfora secca si manifesta in genere con scaglie piccole, secche e farinose.
- Dermatite seborroica. Questa condizione, frequentemente associata a comparsa di forfora anche grave, è caratterizzata da zone di pelle arrossata e untuosa con scaglie bianche o giallastre. La dermatite seborroica non colpisce solo il cuoio capelluto, ma tutte le aree del corpo ricche di ghiandole sebacee e, in particolare, le sopracciglia, i lati del naso, le zone dietro le orecchie, il torace, la zona inguinale e, talvolta, le ascelle.
- Psoriasi. Questa malattia è caratterizzata da un accumulo di cellule cutanee morte che si presentano come spesse scaglie argentee. Nei casi più gravi la pelle può lacerarsi e sanguinare diventando dolente. Le aree più colpite sono le ginocchia, i gomiti e il tronco, ma la desquamazione può estendersi al cuoio capelluto soprattutto a livello della fronte e del collo.
- Dermatite da contatto. Nei soggetti sensibili, determinati prodotti cosmetici per capelli e le tinte possono provocare prurito, arrossamento e desquamazione del cuoio capelluto con momentanea comparsa di forfora.
- Crosta lattea. Questo disturbo, caratterizzato da formazione di scaglie dure su tutto il cuoio capelluto, è comune soprattutto nei neonati, ma può perdurare per tutta l’infanzia. Sebbene possa essere fonte di ansia per i genitori, la crosta lattea non è pericolosa per la salute del bambino e di solito il fenomeno regredisce fino a scomparire nell’arco del primo anno di vita.
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